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La festa delle donne ritardata

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Le donne nell’immagine fanno parte di una banda organizzata che opera nell’India settentrionale e che viene chiamata “Gulabi Gang”. Il termine Gulabi Gang significa infatti “banda in rosa”, nome ovviamente derivato dagli abiti indossati da queste agguerrite donne (sari rosa). Il movimento è nato in una terra in cui soprusi e corruzione sono all’ordine del giorno. Le donne hanno veramente pochi diritti. Vengono date in spose da bambine a mariti spesso poveri e maneschi e costrette a lavorare come bestie. Tutto ciò fino a quando una di queste tante donne (Sampat Devi, una ex venditrice di te analfabeta) non decide di mettere fine a questa condizione lottando per la sua dignità. E’ così che forma una banda nel vero senso della parola. Riunisce intorno a se donne cacciate di casa dai mariti ed abbandonate e la banda diventa sempre più grande. Armate di bastoni e di coltelli cominciano a fare un servizio di vigilanza. Ne pagano le spese ufficiali di polizia corrotti e prevaricatori, mariti violenti e camionisti pescati con carichi di cibo destinati ai poveri, tutti picchiati da queste giustiziere in rosa. Insomma delle moderne Robin Hood al femminile davanti alle quali ci si toglie il cappello. Gli uomini di quel lembo di terra sono avvisati.

Sampat Devi

Sampat Devi.

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farmers markets

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E’ stato pubblicato oggi su Gazzetta Ufficiale un decreto riguardante la vendita diretta, firmato dal Ministro del MiPaF De Castro, che consentirà  di far nascere anche in Italia i mercati degli agricoltori  già diffusi altrove ormai da anni!

Cosa potrebbe significare questo?

  • per chi compra, acquistare frutta e verdura e i prodotti tutti della terra + freschi, in locale, con prezzi più vantaggiosi, avendo la certezza che si sta pagando il prodotto a chi lo ha prodotto con fatica, e non il trattamento all’etilene per la maturazione differita a distanza e a comando, ne il gasolio di chi ha portato i pomodori pugliesi in Emilia ed i pomodori Emiliani nelle aziende di trasformazione pugliesi.

Le multinazionali produttrici di imballaggi a fronte di una promessa di “isterica igene” ci propinano quintali di impattanti plasticumi vari, dalle forme e colori accattivanti quanto nocivi, ma volendo potrà ancora avvenire che io possa comprare, come l’altro ieri, le mie cicuredde in una anonima bustina di carta, vivendo meglio e più libero di ieri quando ero costretto a comprarle in un sovraddimenzionato vassoio di polistirolo di mmerda;

  • per chi produce : vedere pagata la propria fatica al “giusto prezzo”, poter decidere di produrre meno e meglio, dove e quanto serve;

::::::|||| Speriamo bbene! meno “spazzatura” per tutti ||||:::::::

Salute tinielo

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IL CALCIO MODERNO

Rubo un po’ di spazio a questo blog per dare un punto di vista diverso rispetto a quello che si è sentito in TV e nei mass-media in generale sugli ultras dopo l’uccisione di Grabriele Sandri.

Lo voglio fare proprio perché i mezzi di comunicazione, che dovrebbero dare una giusta panoramica della situazione , non si sono sforzati di fare degli approfondimenti e hanno liquidato la questione trovando un capro espiatorio su cui puntare il dito in modo molto superficiale. Il lassismo giornalistico purtroppo avviene per tanti altri aspetti della società italiana, ma questo potrebbe essere argomento di un’altra discussione.

Lo faccio anche perché il calcio lo seguo da vicino e quindi voglio analizzare le varie sfaccettature che avvolgono questo mondo in generale.

Inizio dai fatti.
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JOE STRUMMER ROCKER (1952-2002)

COMUNE DI FILOTTRANO

Filottrano è un paese di circa 10.000 abitanti della provincia di Ancona, si trova a ridosso degli Appennini, ma non dista molto dal mare, come viene riportato sul sito dello stesso comune. Tra i 10.000 abitanti ci sono anche i fratelli Severini fondatori della storica band The Gang. Leggi il resto di questo articolo »

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INTERNET LIBERA

E’ ufficialmente iniziata la repressione dell’unico canale di informazione ancora libero: la rete. Leggete e capirete. Tutti i blog sono a rischio compreso il nostro. Spero solo che una volta tanto riusciremo a difendere quel poco rimasto della nostra libertà.

Beppe Grillo scrive sul suo Blog:

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Antonio Di Pietro scrive sul suo Blog “No al bavaglio per la Rete” riguardo al disegno di legge Levi-Prodi che mira a censurare Internet. Scrive l’ex magistrato (procuratore):

No al bavaglio per la Rete

Sto ricevendo moltissime email e commenti di critica sul disegno di legge “Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale”.

Una precisazione: il disegno di legge non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perché presentato come provvedimento di normale routine.

Ho letto il testo oggi per la prima volta e la mia opinione è che vada immediatamente bloccato il disegno di legge che, nei fatti, metterebbe sotto tutela Internet in Italia e ne provocherebbe probabilmente la fine.

È una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni.

Io faccio parte del Governo e mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo.

Antonio Di Pietro
Post del 19 ott 2007
Licenza CC

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Un libro per l’autunno

Tom Spanbauer L’uomo che si innamorò della luna

Tit. originale The man who fell in love with the moon (1991)
Mondadori, 2007
Collana : Strade blu
Pagg. 393, € 16,00
Traduzione Paola Bertante

Un ragazzo mezzosangue, un piccolo villaggio sulle rotte della corsa all’oro (Excellent, Idaho), una madre indiana Umori-di-bisonte, una donna sindaco risoluta combattiva e tenutaria di bordello, un uomo nero non di colore, un cowboy dalla pelle bronzea e gli occhi verdi che dialoga con la luna e ama follemente e intensamente. Una venditrice di bibbie meretrice, i mormoni ipocriti, un medico cinese spacciatore di oppio, un fabbro pederasta, un ritardato erotomane e il suo stranissimo cane (secondo per follia solo al Sammy Davis Junior Junior de Ogni cosa è illuminata), un gruppo di aedi di colore ciechi e saggi, i Wisdom brothers appunto, una baracca, un destino nel nome, una ridda di personaggi assurdi per un western come non ne erano mai stati immaginati, ma che forse corrisponde alla realtà della frontiera americana più che al mito del west epico di tanta letteratura e cinema. Le passioni brucianti, i sogni di libertà, progresso e felicità, ma anche le miserie umane degli occupanti e degli annientati (i nativi americani) e le ideologie che quei sogni fanno appassire ed emergere in idiote forme di nazionalismo con il corollario di popolo eletto, di nuova società che nasce e di colpevoli e diversi all’inferno.

Spanbauer, scrittore americano, utilizza paesaggi di maniera come un palcoscenico per una delicata, surreale e a tratti delirante ricerca della consapevolezza e per un viaggio nella/della identità.

Il protagonista Out of the shed, per tutti Shed, è Duichi-un-dua, un ragazzo mezzosangue che sarà avviato alla prostituzione da Ida Richelieu, essendo un berdache, cioè un sacro prostituto maschio. Nella culla infatti, di fronte alla scelta che ne avrebbe condizionato fatalmente l’avvenire, Shed allunga le sue mani sulle piume di struzzo rosa al collo di un’esterrefatta Ida, invece che verso l’arco (il mascolino) o la cesta (il femmineo). Anni dopo verrà violentato dall’uomo che forse è suo padre e che uccide sua madre: inizia da qui la sua personalissima avventura alla ricerca di se stesso e del senso del suo stare al mondo.

Valicherà montagne e attraverserà campi indiani tristemente simili alle tonwship sudafricane, ai projects statunitensi e a tanti altri ghetti urbani. Ma troverà la sua risposta solo tornando a casa e formando la più strana delle famiglie con gli amori della sua vita: Ida, Anne e soprattutto Delwood, suo padre fratello amante.

L’autore punta a un ibrido fra le atmosfere west decadenti alla “Mucchio selvaggio” e la storia epica, di reminiscenze classiche, con in filigrana pizzichi di realismo magico e umorismo surreale. Ma il perno è sempre e comunque Shed, la sua identità perduta cercata analizzata rifiutata rielaborata. E intorno a lui si muovono gli altri personaggi del libro, non semplici comprimari, ma persone dalle quali Shed sperimenterà i cambiamenti che il tempo e i tempi provocano, pur nella presuntuosa immobilità con la quale ci autorappresentiamo. Questi mutamenti coinvolgono perfino le singole membra del corpo del nostro, con passaggi nel testo in cui si dichiara esplicitamente che il nostro essere organico non può ignorare le anime che lo compongono.

“L’uomo che si innamorò della luna” è un libro da leggere ed assaporare più volte, cogliendo tutte le sfumature della trama; stuzzicherà furbescamente sia la parte fanciullesca che quella smaliziata del lettore contemporaneo, poiché è un tipico prodotto della cultura pop frullata dei ’90.

[…] “Stai cambiando” fa “sei arrapato come un caprone con due cazzi”.

[…] Lei era il mio spirito delle cose. […]

[…] Ho passato tutta la notte così: con il cazzo che ondeggiava implorante, la testa che diceva padre, il cuore contro il suo cuore che batteva fratello, fratello.

Ma soprattutto i miei piedi mi dicevano di scappare. […]

[…] Dellwood diceva che era quello che era perché continuava a raccontarsi in quel modo.

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MOBBASTA RIFIUTI ABBANDONATI SULLA COSTA!!!

MOBBASTA RIFIUTI ABBANDONATI SULLA COSTA

L’associazione MOBBASTA e il Centro Educazione Ambientale di Tricase, hanno organizzato per sabato 21 Luglio un’iniziativa di raccolta dei rifiuti abbandonati sulla costa delle località balneari di Tricase Porto e Marina Serra. L’iniziativa che vedrà coinvolte anche altre associazioni presenti a Tricase, si propone come un momento di partecipazione attiva e sensibilizzazione per tutta la cittadinanza.Il ritrovo è previsto per le ore 07.30 a Piazza Capuccini, nei pressi dell’edicola, da dove partirà un bus navetta per la spiaggetta di Tricase Porto, luogo di inizio dei lavori.Si consiglia di dotarsi di scarpe comode e copricapo, mentre guanti ed utensili verranno distribuiti ai partecipanti ad inizio lavori.Chi non può partecipare al ritrovo mattutino e volesse raggiungere i gruppi di raccolta nel corso della giornata può contattare i seguenti numeri: 3207709937 – 3280260486
TINIELO

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PAPA POLITIK

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Notizia di ieri:

http://it.wikinews.org/wiki/Benedetto_XVI_in_viaggio_per_il_Brasile

“Papa Benedetto XVI è partito stamane verso il Brasile, luogo del suo 6° viaggio pastorale che finirà il 14 Maggio. La V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi avrà sede proprio in Brasile.Il papa è partito dall’ aereoporto di Fiumicino, con un Boeing 777,Papa Benedetto XVI ha affermato durante il viaggio che la Chiesa non si deve intromettere nella vita politica, ma che - alla luce di quanto previsto dal diritto canonico - non è arbitraria la scomunica ai politici favorevoli all’ aborto ed ha poi ricordato il suo predecessore, Giovanni Paolo II”

HAI CAPITO

il nostro papa non perde occasione di mettere il becco in questioni politiche di grande importanza per chi le affronta. Ancora una volta dimostra quanto sia conservatore e sopratutto restrittivo su ciò che riguarda le questioni sessuali e i privilegi della chiesa.

http://ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2130428965.html

“La Chiesa come tale non fa politica, rispettiamo la laicità, ma la Chiesa indica le condizioni in cui i problemi sociali possono maturare”. Lo ha detto il Papa sull’ aereo che lo sta portando in Brasile, aggiungendo che quella della Chiesa “é una missione religiosa, ma apre a soluzione dei grandi problemi sociali”

Peccato che queste considerazioni di ordine generale riguardanti il pensiero della chiesa giungano casualmente in concomitanza con quelli che sono i dibattiti e le proposte di legge che non piacciono ai monsignori.
D’altronde al signor Papa poco interessa se povere ragazze disperate muoiono dopo essersi bucato l’utero con un ferro da maglia. Gli aborti clandestini sono la terza causa di morte del Paese. Almeno saranno morte da cattoliche. E’ incredibile vedere come nel 2007 vengano ancora negati diritti che dovrebbero oramai essere acquisiti. Non riesco a capire come possa un gruppo religioso condizionare a tal punto l’evoluzione civilista dell’umanità. E’ un eterno tentativo di un ritorno al medioevo nell’ attuazione di un progetto, da secoli retroattivo e anacronistico, che tende a frenare lo sviluppo delle popolazioni in quanto direttamente proporzionale al potere gestito da chi fonda tale dominio sull’ ignoranza e le credenze popolari (ovvero fede).
Il mio non è un attacco a chi, libero di scegliere, vuole supportare tale movimento religioso. Proprio perchè libero ognuno sceglie ciò che è meglio per il proprio percorso. Non sopporto però che questa libertà venga negata. L’aborto è un diritto. Sta alla coscienza dell’individuo la scelta di seguire o no dettami di ordine etico o morale previsti da una religione.

Buona religione a tutti

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Italia, perchè andarsene!

Il bel paese che fu!

Questa è l’unica cosa che si può dire parlando dell’Italia.

Grazie ad una classe dirigente che oramai da troppo tempo non fa altro che rubare, è divenuto opprimente il senso di angoscia che turba le menti degli uomini costretti a vivere in questa nazione.

Una repubblica fondata sulle bugie.

Una repubblica fondata sulla mafia.

Una repubblica fondata sulla merda.

Ecco cos’è l’Italia, ostinatamente difesa da noi italiani, perchè siamo i più furbi, i più intelligenti, i più creativi, i più “latin-lover”, i più coglioni. Odiamo i francesi per beghe calcistiche e non ci rendiamo conto che loro e molti altri potrebbero insegnarci molto.

Siamo un popolo fermo, succube del potere, non abbiamo coscienza.

Viviamo in uno stato schiavi dei politici,schiavi dei mafiosi, schiavi del vaticano, schiavi della tv e dei giornali, praticamente schiavi di gente che ci dice solo menzogne. Non per niente siamo una nazione che risulta essere semilibera dal punto di vista dell’informazione, non per niente abbiamo politici condannati in terzo grado ma ancora in parlamento, non per niente accettiamo il lavoro nero come fosse l’unica possibilità.

Non per niente!

E’ il senso di impotenza che devasta.

E allora se nulla possiamo, meglio andare via. Perchè combattere per cause perse quando potremmo stare meglio altrove. Non credete alle stronzate che vi vengono dette sul fatto che sia così dovunque. Non è vero. E’ così in Italia. In alcuni posti del mondo forse è anche peggio, in molti altri è sicuramente meglio.

Certo è che stando così le cose siamo destinati solamente a peggiorare.

E noi a guardare. Tanto siamo italiani!

Da un articolo del blog di beppe grillo: http://www.beppegrillo.it/2007/02/una_repubblica.html

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Una Repubblica fondata sulle balle

Freedom House ha censito le democrazie nel mondo. Le dittature sono sempre in vantaggio. Solo 90 Stati su 193 sono democratici. L’Italia compare nella ricerca come Stato democratico.
Questa notizia è stata ripresa con gioia da alcuni giornali italiani. Che hanno evitato di riportare la classifica di Freedom House sulla libertà d’informazione.
Dove l’Italia è all’ottantesimo posto. Dopo Tonga e Botswana. E appena prima di Antigua e Barbuda e di Burkina Faso. Nel 2004 era al settantaquattresimo posto. Stiamo scavando.
Se guardate la mappa, in tutta l’Europa occidentale l’Italia è l’unica nazione “partly free”, parzialmente libera.
Nel nostro territorio c’è però libertà di informazione nella Repubblica di San Marino. D’ora in poi andrò lì per fare le mie dichiarazioni.
L’informazione italiana è di regime, dei partiti. Tra Mediaset e Rai non c’è differenza. E tra i vari giornali sovvenzionati dallo Stato anche. Liberalizziamo le frequenze televisive e eliminiamo l’editoria assistita. Ci tassano per raccontarci balle. RESET!

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