Robert Nesta Marley

bobmarley.jpg

6 FEBBRAIO 1945

Robert Nesta Marley nacque il 6 febbraio del 1945 a Nine Miles, nelle vicinanze della baia di St. Ann. Suo padre, Norval Marley, era un ufficiale (bianco) della marina Inglese, appartenente ad una famiglia di ricchi commercianti residenti sull’isola, ma fedelissimi alla corona (in quel periodo la Giamaica era colonia inglese, lo è stata fino al 5 Agosto del 1962), mentre la madre, Cedella Malcom, era una giovane ragazza nera dell’isola, figlia di umili contadini della zona.
Il padre, pur riconoscendo la paternità del piccolo Robert, dovette sottostare al volere della sua famiglia che, da subito, aveva espresso il dissenso per questa scomoda unione; come da perfetto copione razzista. Nel 1955, Norval Marley, morì. Marley disconobbe suo padre. Il suo vero padre fu il nonno materno, Custos Malcom, che insieme con la madre Cedella, lo allevarono. Robert, da subito soprannominato Bob, trascorse i suoi primi dodici anni nell’abitazione del nonno Custos, frequentando con discreto profitto la scuola locale.

GLI SLUM

Nel 1955, la madre Cedella, in cerca di migliore fortuna, si trasferì a Kingston, dove venne raggiunta alcuni anni dopo da suo figlio. Il dodicenne Bob si trovò catapultato in una dimensione totalmente diversa dalla campagna in cui aveva vissuto, anche se, il fattore comune, era la povertà in cui questa gente viveva,
infatti gli slum, in cui andò a vivere, erano un brulicare di idee, cultura, religione, musica e povertà, che formarono, plasmarono l’adolescente Robert.

COINCIDENZE?

Quando si dice le coincidenze!!! Robert si legò ad alcuni suoi coetanei: Winston McIntosh e Neville Livingstone, che sarebbero diventati Perter Tosh e Bunny Wailer e vicino casa sua abitava un certo Desmond Dekker, di qualche anno più grande e già inserito nell’ambito musicale.
Il trio Marley, Tosh, Wailer, come succede a chi ha fame e cerca da mangiare, inizia a muoversi mettendo su un gruppetto i “Teen Agers” . Facevano un grezzo rhytm’n’blues, attualissimo in quel periodo sull’isola, che da lì a poco si sarebbe trasformato in Ska.

RUDE BOYS

Nella seconda metà degli anni sessanta, una nuova moda, coinvolse molti giovani dell’isola, fu quella dello stile Rude Boys, che prendeva spunto da diversi modelli, anche di tipo cinematografico che giungevano dalla vicina America, e che aveva anche degli atteggiamenti un po’ violenti, particolare che era in netto contrasto con le dottrine dei Rasta (devo specificare in modo sommario, ma il fenomeno rude boys ha bisogno di più attenzione).
Bob Marley & company furono sostenitori del modello Rude Boys, infatti i “Teen Agers”, che nel frattempo cambiarono nome in Wailing Wailers, pensarono bene di mutare ancora il loro nome in Wailers Rude Boys, divenendo punto di riferimento per i Rude Boys.
Sempre in questo periodo, grazie al vicino di casa Desmond Dekker, i nostri riuscirono a registrare dei pezzi con notevole successo. Su tutti il tormentone “Simmer Down”, registrato con gli Skatalites tra il 1963 e il 1964.

TUFF GONG

Marley ha sempre avuto un pallino fisso, voleva una sua casa discografica, e per ben due volte, nel 66 e nel 69, si reca in America, per trovare lavoro e guadagnare i soldi necessari, tali da permettersi di attrezzare un studio discografico nella sua Giamaica. La prima “Wailing Soul Records” fallisce subito; nel secondo tentativo riesce a registrare un paio di singoli. Grazie al successo mondiale dei Wailers si riesce a mantenere vivo il marchio, soprattutto registrando i lavori che appartenevano ai primi Wailers e alle collaborazioni con la Island. Comunque, quel marchio è entrato nella storia e molti oggi hanno sentito parlare della Tuff Gong.

RITA ANDERSON

Tra i tanti avvicendamenti che ci furono all’interno dei Wailers, c’è da registrare nel 1965/66 l’arrivo nel gruppo di un serie di coriste, tra cui compariva Rita Anderson, che da lì a poco diventerà la moglie di Marley, da cui ebbe 4 dei suoi 9 figli. Tra questi 4 figli, ci sono i vari Ziggy , Stephen, e Damian Marley che continueranno, sulla scia del padre a fare musica.

LE COLLABORAZIONI, I PRIMI LAVORI

Marley nel 1968, dopo il primo rientro dall’America, dove aveva l’appoggio dell’amata madre Cedella, (che intanto si era stabilita lì con il suo compagno) , e successivamente al primo fallimento della casa discografica e dopo aver scontato anche un mese di carcere, insieme con Bunny Wailer, per detenzione di Ganja (mentre Tosh finisce dentro per aver preso parte ad una manifestazione Rasta, movimento che non era ancora ben visto dall’opinione pubblica), gli Wailers ufficializzano una importante collaborazione con John Nash. Un cantante nero con intenti di talent-scout e velleità discografiche. Nash fonda la “Jad Records” e pubblica con i nostri alcuni nuovi brani, ormai lontani dallo stile Rude Boys, molto più vicino ad una visione mistico-tribale in orbita Rastafari. Questa collaborazione segnò l’inizio di una crescita spirituale di Marley e della sua band verso la cultura Rasta (in realtà i passaggi di tale crescita sono stati diversi e molto legati ad un discorso sociale e culturale).
Un’ altra collaborazione, molto più importate di quella con J. Nash, fu quella con il particolarissimo tecnico del suono, Lee Perry, che diviene produttore del gruppo, darà un contributo importante al sound dei Wailers.
Verso la fine degli anni 60, gli Wailers, pubblicano alcuni singoli con la Tuff Gong, poi il maestro Lee Perry inserisce degli altri elementi nel gruppo, si tratta dei fratelli Aston e Carlton Barrett e del tastierista Tyrone Downie.Ormai c’erano tutti gli elementi per fare il salto di qualità. Sotto la supervisione di Lee Perry, gli Wailers, incidono 2 LP Soul Rebel e Soul Revolution.

IL SUCCESSO (Intro)

Vorrei introdurre il discorso parlando di due personaggi che hanno seguito Bob Marley nella sua crescita artistica e spirituale, sono stati determinanti e ho scelto di citarli nel punto in cui parlo del successo non a caso.
Joe Higgs, una sorte di supervisore che guida Marley e il gruppo. Li aiuta nelle tecniche canore e nel modo di suonare gli strumenti, concentra il suono, sapendo cosa la gente ha bisogno di ascoltare, una sorta di Bernie Rhodes dei Clash; uno che capisce cosa c’è dall’altra parte e fa in modo che il gruppo vada in quella direzione. Uno che lavora in background, ma fa la differenza.
Mortimo Planno, uno stimato filosofo folk della Giamaica. Fu il maestro di molte star del reggae degli anni 60, tra cui, oltre a Marley, possiamo inserire Ken Boothe, Count Ossie e tanti altri.
Planno fu probabilmente la persona che plasmò la spiritualità del reggae. Nel 1998 Planno ebbe anche degli incarichi a livello universitario, partecipando a molti incontri di tipo accademico a livello internazionale, si recò in Africa e girò Europa e Nordamerica per tenere seminari e lezioni. Fu così definito: ” uno come Planno, dotato di una mente così straordinaria, si merita il titolo di ‘pensatore ’ più di tanti accademici istruiti. La sua saggezza viene da una filosofia popolare, di tipo intuitivo”.
Una delle sue teorie più interessanti è quella della “violenza gentile”.

IL SUCCESSO

Nel 1971, gli Wailers, lasciarono l’ Upsetter Records del collaboratore Lee Perry, e si recarono in Inghilterra con l’intenzione di trovare un contratto discografico che gli permettesse di fare il salto di qualità.
Diciamo che il viaggio era piuttosto mirato.
Chris Blackwell, londinese bianco cresciuto in Giamaica, dopo vari tentativi di inserirsi nel mondo della discografia giamaicana, quindi prevalere sui vari Coxsone e Duke Reid che detenevano, diciamo, “il monopolio” decise di abbandonare l’isola e si trasferì a Londra dove fonda la Island Records. Diventerà come sappiamo un colosso della discografia mondiale.
Gli Wailers vanno “proprio” da Chris Blackwell, che da sempre ha avuto l’intenzione di rappresentare la musica giamaicana nel mondo. Il tanto desiderato contratto arriva nel dicembre del 1971, e dopo mesi e mesi di registrazioni, nel 1973 esce il primo lavoro su scala mondiale di Bob Marley & the Wailers: Catch A Fire. L’album non sortisce gli effetti commerciali che si aspettavano, anche se la critica occidentale lo accolse positivamente. Ovviamente per la Giamaica, la pubblicazione fu un vero e proprio evento storico.
Dopo pochi mesi sull’onda del successo e dell’entusiasmo che raccolsero in Giamaica fu pubblicato sull’isola un altro album, African Herbsman, che raccoglieva vecchie incisioni di Marley. Sempre nel 73 arrivò il secondo Album che accentrava l’attenzione sulla mistica-rastafariana e sul contesto socio-politico; l’album, sempre per l’Island pubblicato su scala mondiale è Burnin’ .
Nel 1974 Peter Tosh e Bunny Wailer lasciano gli Wailers. I due vengono sostituiti dal coro delle I-Threes; nel gennaio del 1975 esce il terzo album Natty Dread, che contiene il pezzo “No Woman No Cry” che diventa subito un classico. Sempre nel 1975, muore Hailé Selassié, re Etiope, e figura venerata dai Rasta, in seguito Marley gli dedicherà la canzone “Jah Live”.
Dal mega concerto del Lyceum di Londra che promuoveva l’album Natty Dread, decidono di pubblicare un fortunato Lp dal vivo: Live.
Tutto il 1975 è un continuo alternarsi di concerti, tra l’Inghilterra e l’America, e di partecipazioni a show televisivi, insomma, alle soglie del 1976, Bob Marley è già, il più famoso giamaicano del mondo, una star internazionale.
Nel 1976, dopo l’ennesimo avvicendamento nelle file del gruppo, esce l’album Rastaman Vibration.

QUALCUNO SPARÒ

Da sempre in Giamaica le elezioni politiche sono sinonimo di violenze, in alcuni casi, durante questi periodi è stato necessario decretare il coprifuoco.
Ai tempi di Marley, i partiti che si contendevano il controllo del paese erano due: il PNP (partito nazionale popolare) di ispirazione socialiste e il JLP (partito laburista giamaicano) di tendenze liberal-social democratiche. Marley da sempre era stato vicino al PNP, perché conosceva il suo leader, Michael Manley e anche per motivi politico sociali, infatti il PNP, nei suoi programmi, intendeva riconoscere le cause dei Rasta e voleva legalizzare la Ganja, mentre il partito JLP era di tutt’altro avviso e da sempre sostenuto dal governo Americano.
Dopo il tour di Rastaman Vibration, Marley rientrò in Giamaica e si trovò in uno dei periodi elettorali da coprifuoco. Decise di fare un grande concerto, con l’intento di placare gl’animi e riappacificare le parti: “Smile Giamaica!” Così venne nominato l’evento. Marley commise l’errore di permettere allo scaltro Manley del PNP di poter presenziare ufficialmente al concerto. La reazione non tardò, poco prima del concerto Marley e la sua famiglia furono oggetto di un attentato con numerosi colpi d’arma da fuoco. Il concerto si tenne regolarmente, con la partecipazione del PNP. In seguito la storia si ripetè: Marley fu di nuovo chiamato a tenere un concerto, con lo stesso scopo di calmare la situazione nel periodo elettorale; lui accettò, e a fine concerto, chiamò sul palco i due leader degli schieramenti facendoli stringere la mano.

GLI ULTIMI ANNI

Dopo l’attentato, Marley, si prese una bella vacanza, e nel 1977 vola a Londra per registrare Exodus. In quel periodo, a Londra si sta radicando il fenomeno Punk, che trova nel reggae degli emigrati giamaicani un fedele alleato. Bob Marley e altri artisti reggae stringono collaborazioni storiche con i gruppi punk, su tutti i Clash, sempre molto attenti alle culture altrui. Marley contribuisce a questo gemellaggio culturale con il pezzo “Punky Reggae Party”.
Intanto l’album Exodus si stabilisce nelle classifiche inglesi per 56 settimane.
Durante il tour di Exodus, Marley ebbe dei seri problemi di salute, gli diagnosticarono un tumore ad un piede. Il tour fu sospeso, Marley subì un intervento, dove gli amputarono l’alluce, nonostante il suo rifiuto, perché la sua religione, il rastafarianesimo, non accettava la medicina moderna.
Nel 1978 uscì Kaja, un lavoro estratto dai pezzi scartati dal precedente album. Kaja fu molto criticato dai suoi fan. Verso la fine del 1978, gli Wailers, ripartirono per un altro grande tour in tutto il mondo, dal quale fu estratto il live Babylon By Bus che riavvicinò i fan che erano rimasti delusi da Kaja.
Nei primi mesi del 1979, Marley & the Wailers registrarono Survival, un album che vuole estendere l’impegno di Marley per le questioni sociali-politiche, fino alla tanto amata Africa, infatti la copertina del lavoro raffigura le varie bandiere degli stati africani.

L’EPILOGO

Da dopo l’attentato, Marley, aveva peggiorato notevolmente le sue condizioni psicofisiche, una serie di problemi lo stavano man mano spegnendo, lo stress dello show-business, i problemi sentimentali e famigliari, conseguenza delle sue frequenti storie con varie modelle e attrici con cui ebbe anche dei figli, e poi i sempre più gravi problemi di salute che trovarono terreno fertile nel suo rifiuto alle varie terapie, per la scelta religiosa. Malanni che, spesso lui attribuiva, inesorabilmente, a radiazioni nucleari, scelte militari nucleari ed energetiche dell’occidente, di Babilonia.
Nel 1980 Marley si reca in Africa, dove tiene un concerto per l’indipendenza dello Zimbabwe. Subito dopo, pubblica il suo nuovo album Uprising, l’ultimo che lui vedrà pubblicato. In questo album, come partner di Island nella pubblicazione, compare la Tuff Gong, poi inizia un mastodontico tour mondiale il “Tuff Gong Uprising Tour”. Dopo la prima parte del tour, Marley prova a rientrare in Giamaica, ma gli viene riferito che la CIA voleva ucciderlo, per i soliti motivi legati al controllo politico dell’isola, infatti veniva indicato come responsabile delle continue sconfitte del partito JLP.
Nell’agosto 1980 riprende il tour, nonostante il visibile peggioramento di salute.
Durante una data del tour, Marley, tra lo sgomento del pubblico, viene colto da un malore.
La diagnosi non lascia scampo, un tumore al cervello.
Bob Marley vuole e realizza la sua ultima esibizione, e il 23 settembre 1980 a Pittsburgh, ebbe luogo l’ultimo suo grande concerto.
Dopo iniziò un calvario tra cliniche, santoni e guaritori vari, senza alcun risultato. Si trasferì in Germania dove un dottore di fama mondiale, tamponò per quanto possibile. Poi rientrò in America, a Miami, dove aspettò la fine, lontano dalla sua Giamaica.

11 MAGGIO 1981

11 maggio del 1981 Robert Nesta Marley Muore. I funerali solenni si svolsero a Kingston il 21 maggio, tra la commozione generale. Marley venne seppellito nel luogo in cui nacque, insieme con la sua chitarra, nuovamente tornito dei suoi dreadlocks, che gli furono riattaccati, caduti inseguito alla malattia. Marley viene onorato dal governo Giamaicano, in quel periodo presieduto da Seaga del JLP, dell’Order Of Merit, una delle massime onorificenze del paese, per aver diffuso la cultura dell’isola nel mondo.

Oggi, in Giamaica, ogni 6 febbraio è festa nazionale.

Note:

Questo è un piccolo omaggio, un ricordo, per iniziare a conoscere meglio il Re del Reggae, una storia scritta in poco tempo, motivo per cui, ho dovuto tagliare tanti particolari importanti, come ad esempio, la grande passione di Bob per il calcio…

Una cazzata:

Ogni tanto m’immagino, che adesso in qualche aldilà, ci sono Joe Strummer, Bob Marley e Desmond Dekker, magari all’ombra di un grande albero, al riparo da un sole cocente, e mentre si fumano una canna, uno dei tre racconta la barzelletta della lucertola che cammina nella giungla e della scimmia che fuma un cannone potentissimo… e poi si fanno una bella risata.

11.5.2007, ku0k010 records

11 Commenti »

  1. cupe78 scrive,

    11 Maggio 2007 @ 09:48

    Giusto omaggio ad una di quelle persone, più uniche che rare, che riescono con la forza delle loro grandi idee a muovere le masse per cambiare la storia.

    # Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
    # Finché il colore della pelle di un uomo sarà più importante di quello dei suoi occhi sarà sempre guerra.
    # La politica non mi interessa, è affare del demonio. I politici giocano con la testa delle persone. Mai giocare con la testa delle persone.
    # La mia musica vivrà in eterno. Forse è stupido dirlo, ma quando sono sicuro delle cose, io le dico. La mia musica vivrà per sempre.
    Bob Marley

  2. roccoflash scrive,

    11 Maggio 2007 @ 10:47

    #Pietra su pietra, si alza un muro

    Jim Morrison

    Scusate, sono stato preso dal raptus citazionistico!!!

    Bravo Kuox, che ci indottrini sempre piu’ anche sulle storie della musica!

    Continua così Cupe, stai riuscendo ad animare finalmente il Blog!!!
    Salute,
    Rock

  3. gabriele panico scrive,

    11 Giugno 2007 @ 09:45

    cuocolo, fammi sapere.

    gab

  4. Erba Free scrive,

    1 Febbraio 2008 @ 18:29

    Nessuno ha mai pensato ke oltre alla CIA ci fosse di mezzo la MAFIA nell attentato del 76 a Bob Marley? Forse era diventato troppo invadente, lo seguivano in troppi e suoi messaggi di pace e amore non erano ben viste da ki nella vita aveva imparato solo a sparare e spacciare?
    Io nn m sono mai interessato alla politica, la mafia m ha sempre attirato invece… Poi ho scoperto quanta mafia c fosse nella politica.. Ho appreso di dell’utri,mafioso siciliano e braccio destro d Berlusconi, dei legami con Bernardo Provenzano e Cosa Nostra, e di tante altre cose, sconvolgenti oltre ke interessanti.. Kiedo a tutti voi d informarvi solo 1 po’ d piu’ su queste cose, affinke’ il messaggio del re del reggae non sia stato del tutto inutile.. Troppi morti, troppe stragi, troppa violenza, la pace non e’ solo utopia.. ma bisogna aprire gli occhi e la mente.. Vi kiedo d nn farvi imbrogliare dai bei discorsi della gente, informatevi solo 1 po’ d piu’ affinche’ i nostri capi, ki guida le nostre nazioni, nn siano mafiosi ank’essi. ONE LOVE

  5. Erba Free scrive,

    1 Febbraio 2008 @ 18:32

    P.S. M e’ piaciuto il tributo a Marley, solo vorrei fare 1 precisazione: I rude boy erano violenti, si ispiravano ai mafiosi italo americani e Bob Marley, nella sua canzone Simmer Down dice proprio ai rudies d calmarsi e nn sfidare troppo la legge x nn finire in guai seri.. Solo questo

  6. ku0k010 scrive,

    2 Febbraio 2008 @ 14:44

    …”I rude boy erano violenti, si ispiravano ai mafiosi italo americani…”

    vero, ma non basta dire questo, comunque io l’ho anche indicato questo particolare:

    “..lo stile Rude Boys, che prendeva spunto da diversi modelli, anche di tipo cinematografico che giungevano dalla vicina America, e che aveva anche degli atteggiamenti un po’ violenti..”

    tra i diversi modelli a cui mi riferisco, ci sono anche i mafiosi, ben vestiti, che i rudies volevano emulare, soprattutto per i facili guadagni in poco tempo…
    Uno dei veicoli principali, che ha contribuito a formare questa loro visione, è stato il cinema, in particolare si immedesimavano in un personaggio molto in voga in quel periodo (non solo in quello) il famigerato agente 007… di cose folli sui rude boys se ne possono dire tante come quelle che parlano del loro sport preferito, dove molti si spaccavano le ossa per salire e scendere dai tram in piena corsa, si dice che i più esperti, riuscivano a calcolare le frazioni di secondo saltando da un tram all’altro, quando questi si incrociavano o scendono dal portello anteriore per poi risalire da quello posteriore; a testimonianza di ciò, puoi informarti sul rudie Peter Lorre che era un campione in questo “sport”,grazie al quale diventò un personaggio temuto e riverito a Kingston

    Ma in generale, i rude boys, come tanti altri giovani che crescono in realtà difficili, vedi i quartieri neri delle città americane, o le periferie parigine e senza andare molto lontano, si può anche guardare alle nostre città, non hanno avuto molta scelta e possibilità di emergere, infatti, la loro unica prospettiva era fatta di miseria, stenti e sfruttamento, cioè quella di andare a lavorare nelle miniere (di bauxite nel caso della Giamaica), quindi, diventando facile esca di quegli atteggiamenti fuori dal rispetto delle regole che potevano essere l’unica possibilità per arrivare alla bella vita che spesso si vedeva in quelle pellicole e negli stereotipi della vicina America. Per cui, il giovanotto di 18 anni, poteva tranquillamente cadere in questa trappola della vita, magari trafficando Ganja, oppure peggio, procurandosi delle armi che, guarda caso, furono portate sull’isola proprio al momento giusto…ma senza andare oltre, con questa storia infinita, volevo arrivare al punto che forse più di tutti si può puntualizzare, cioè giustificare la mia attenuante, quando ho scritto che loro avevano degli atteggiamenti UN PO’ violenti…
    In realtà, io volevo tener conto di tutte queste situazioni, senza fare l’errore di criminalizzare e basta.
    Marley, come dice in quel grande pezzo Simmer Down(suonata dagli Skatalites sotto l’attenta regia di Ernest Ranglin) , che tu hai giustamente segnalato, consiglia a suoi di darsi una calmata, ma lo fa come un fratello, perché conosceva quella realtà e le sue contraddizioni e difficoltà, ne faceva parte, lui viveva in quegli slum dove il fenomeno rude boy proliferava.
    Sicuramente, c’è da registrare il contrasto tra la cultura dei rudies e la forte influenza dei Rasta che popolavano quegli slum, le cui dottrine sono estranee al modo di fare dei Rude Boys, dottrine che poi, inseguito, furono ampiamente abbracciate da Marley e chissà da quanti altri rudeis violenti oppure no .
    Comunque, in questo spaccato che ho cercato bene o male di scrivere sulla vita di Marley, ci sono un sacco di cose che dovrebbero essere approfondite, ma il senso dell’articolo voleva essere solo un piccolo omaggio ad un personaggio che a discapito della sua breve vita ha bisogno di una enciclopedia per descriverlo in ogni suo particolare.
    Infine, ti volevo ringraziare Erba Free, per il tuo punto di discussione offerto, anche se con tutto il rispetto possibile ti devo fare io una precisazione, si tratta del post dove tu hai giustamente posto quel dubbio sulla presenza mafiosa nel tentato omicidio di Marley, sicuramente plausibile, anche considerando la delicatissima situazione politica giamaicana di quegl’anni. In generale, io condivido ampiamente il senso del messaggio da te ripreso sul post, ma a nome dell’ associazione MOBBASTA devo chiederti di non entrare nello specifico delle accuse, facendo nomi o altro, perché l’associazione come il blog è libera dalla politica e soprattutto dalla partitica e da quei nomi.Grazie.

    Salute, ku0k010 records.

    Come dicevano i Clash: Stay Free, Erba Libera!!!

  7. Freto scrive,

    2 Febbraio 2008 @ 14:53

    Bella kuò, la tua cultura musicale è sempre più impressionante.
    Continua a studiare e un giorno diventerai Giamaicano.
    Grazie del contributo Erba Free…

  8. Erba Free scrive,

    12 Febbraio 2008 @ 23:53

    ok ragazzi scusatemi m sn fatto troppo prendere dall impulsivita’. Ho solo paura x gli italiani e x i nostri diritti, nn voglio ke vengano dimenticati.. “nn dobbiamo combattere nessuno con nessuna arma. non dobbiamo combattere x i nostri diritti, sono i nostri diritti ke devono venire da noi…” eh? Comunque complimenti davvero x la preparazione e per le tue conoscenze sugli argomenti, m colpisce sn in pochi a conoscere quello ke sai tu.. Ma ricordati “Io non ho cultura, se fossi stato educato sarei skiavo ank’io” diceva Marley, l educazione e’ come un arma a doppio taglio bisogna stare attenti a distingure le cose buone dalle bugie… ascoltate sempre il vostro cuore xkè egli conosce davvero tutte le cose.. e nn fidatevi troppo della gente, xke’ sn in troppi quelli ke cercano d fottervi.. ascoltate davvero il vostro cuore e vivete in pace con il mondo oltre ke con voi stessi.Pace fratelli

  9. rock scrive,

    12 Maggio 2008 @ 19:39

    Salute a tutti!!!
    grande Kuox, come sempre per ricordare nel nostro blog al mai dimenticato Bob!!!
    dalla verde Minorca un verde saluto anche ad Erba Free!!!
    salute,
    Rock

  10. cupe78 scrive,

    13 Maggio 2008 @ 11:12

    Old pirates yes they rab I
    Sold I to the merchant ships
    Minutes after they took I from the
    Bottom less pit
    But my hand was made strong
    By the hand of the almighty
    We forward in this generation triumphantly
    All I ever had is songs of freedom
    Won’t you help to sing these songs of freedom
    ‘Cause all I ever had redemption songs,
    redemption songs
    Emancipate yourselves from mental slavery
    None but ourselves can free our minds
    Have no fear for atomic energy
    ‘Cause none a them can stop the time
    How long shall they kill our prophets
    While we stand aside and look
    Some say it’s just a part of it
    We’ve got to fulfill the book
    Won’t you help to sing, these songs af freedom
    ‘Cause all I ever had,
    Redemption songs, redemption songs
    Redemption songs
    Emancipate yourselves from mental slavery
    None but ourselves can free our minds
    Have no fear for atomic energy
    ‘Cause none a them can stop the time
    How long shall they kill our prophets
    While we stand aside and look
    Yes some say it’s just a part of it
    We’ve got to fulfill the book
    Won’t you help to sing, these songs af freedom
    ‘Cause all I ever had, redemption
    songs
    All I ever had, redemption songs
    These songs of freedom, songs of freedom

    Gli antichi pirati razziavano io
    Venduto, io alle navi dei mercanti
    Qualche minuto dopo essere stato preso dal
    Buco dove mi ero rintanato
    Ma la mia mano venne fortificata
    Dalla mano dell’Onnipotente
    Noi di questa generazione rivolta al trionfante futuro
    Tutto ciò che ho mai avuto sono canti di libertà
    Non vuoi aiutarci a cantare questi canti di libertà?
    Perché tutto quel che ho mai avuto sono canti di
    Redenzione, canti di Redenzione
    Emancipatevi dalla schiavitù mentale
    Solo noi stessi possiamo liberare le nostre menti
    Non temete l’energia atomica
    Poiché nessuno di loro può fermare il tempo
    Per quanto ancora uccideranno i nostri profeti
    Mentre noi ce ne stiamo da parte a guardare
    Alcuni dicono che è solo un aspetto
    Siamo noi che dobbiamo riempire il libro
    Non vuoi aiutarci a cantare questi canti di libertà?
    Perché tutto ciò che ho mai avuto sono
    canti di Redenzione, canti di Redenzione
    Canti di Redenzione
    Emancipatevi dalla schiavitù mentale
    Solo noi stessi possiamo liberare le nostre menti
    Non temete l’energia atomica
    Poiché nessuno di loro può fermare il tempo
    Per quanto ancora uccideranno i nostri profeti
    Mentre noi ce ne stiamo da parte a guardare
    Sì, alcuni dicono che è solo un aspetto
    Siamo noi che dobbiamo riempire il libro
    Non vuoi aiutarci a cantare questi canti di libertà?
    Perché tutto ciò che ho mai avuto sono canti di
    Redenzione,
    Tutto ciò che ho mai avuto sono canti di Redenzione
    Questi canti di libertà, canti di libertà

  11. leo_perry scrive,

    23 Maggio 2008 @ 11:00

    Complimenti Kouko!Un articolo ben fatto e commovente.Spero che lo legga + gente possibile (anche bossi).Comunque vorrei insistere su un punto: pensiamo sempre con la nostra testa!Quando ascoltiamo i media prendiamo solo il sopra sopra sopra,perchè nessuno deve farci fare il suo gioco e,peggio ancora farci anche pensare come vuole lui!!!Dei policiti poi non ne parliamo, sono solo dei mafiosi legalizzati…

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