farmers markets

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E’ stato pubblicato oggi su Gazzetta Ufficiale un decreto riguardante la vendita diretta, firmato dal Ministro del MiPaF De Castro, che consentirà  di far nascere anche in Italia i mercati degli agricoltori  già diffusi altrove ormai da anni!

Cosa potrebbe significare questo?

  • per chi compra, acquistare frutta e verdura e i prodotti tutti della terra + freschi, in locale, con prezzi più vantaggiosi, avendo la certezza che si sta pagando il prodotto a chi lo ha prodotto con fatica, e non il trattamento all’etilene per la maturazione differita a distanza e a comando, ne il gasolio di chi ha portato i pomodori pugliesi in Emilia ed i pomodori Emiliani nelle aziende di trasformazione pugliesi.

Le multinazionali produttrici di imballaggi a fronte di una promessa di “isterica igene” ci propinano quintali di impattanti plasticumi vari, dalle forme e colori accattivanti quanto nocivi, ma volendo potrà ancora avvenire che io possa comprare, come l’altro ieri, le mie cicuredde in una anonima bustina di carta, vivendo meglio e più libero di ieri quando ero costretto a comprarle in un sovraddimenzionato vassoio di polistirolo di mmerda;

  • per chi produce : vedere pagata la propria fatica al “giusto prezzo”, poter decidere di produrre meno e meglio, dove e quanto serve;

::::::|||| Speriamo bbene! meno “spazzatura” per tutti ||||:::::::

Salute tinielo

4 Commenti »

  1. tinielo scrive,

    30 Dicembre 2007 @ 00:17

    dimenticavo:

    http://www.gazzettaufficiale.it/gurifulcrum/dispatcher?service=1&datagu=2007-12-29&task=dettaglio&numgu=301&redaz=07A10862&tmstp=1198970119747

  2. Freto scrive,

    30 Dicembre 2007 @ 08:11

    Speriamo che la differenza si noterà presto. E soprattuto speriamo che qualche imbroglione non ne approfitti all’italiana maniera, allestendo succulenti banchetti di fronte alle nostre terre coltivate, ma con prodotti importati.

  3. ku0k010 scrive,

    31 Dicembre 2007 @ 12:53

    Qualche tempo fa ho seguito una trasmissione che parlava del problema di definire con esattezza la provenienza del prodotto, perché spesso, i prodotti coltivati in campi confinanti con insediamenti industriali, cambiano magicamente la loro provenienza, andando a finire sul mercato con prezzi molto competitivi.
    Magari sfruttando questo sistema uno si può fare due conti ed evitare (se vuole) i carciofi di Cerano.

  4. andrea scrive,

    1 Febbraio 2008 @ 18:58

    Bellissimo intervento Tinielo,
    volevo segnalare a voi tutti, in particolar modo ali amici baresi che la CIA (confederazione agricoltori italiani) ha già allestito un punto di vendita diretta al consumatore a Bari, anche se non ricordo la strada. Ne parlava il TG regione durante le feste. Si risparmia circa il 20 - 30% sul prezzo di supermercato.
    Per quanto riguarda il problema segnalato da Kuokolo, proprio ier la Cia ha lanciato l’allarme sulla provenienza e la qualità dei profotti agricoli italiani, giacchè la criminalità organizzata ha messo mani anche su questo settore. vedi il terribile sfruttamento della manodopera immigrata come denunciato da ultimo da Medici senza frontiere ed Emergency nei rapporti presentati nei giorni scorsi, ma ricordo anche il terribile reportage di Fabrizio Gatti dell’Espresso sulle condizioni del caporalato in provincia di Foggia.
    Andrea aka CIA patarikkia

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