Italia, perchè andarsene!

Il bel paese che fu!

Questa è l’unica cosa che si può dire parlando dell’Italia.

Grazie ad una classe dirigente che oramai da troppo tempo non fa altro che rubare, è divenuto opprimente il senso di angoscia che turba le menti degli uomini costretti a vivere in questa nazione.

Una repubblica fondata sulle bugie.

Una repubblica fondata sulla mafia.

Una repubblica fondata sulla merda.

Ecco cos’è l’Italia, ostinatamente difesa da noi italiani, perchè siamo i più furbi, i più intelligenti, i più creativi, i più “latin-lover”, i più coglioni. Odiamo i francesi per beghe calcistiche e non ci rendiamo conto che loro e molti altri potrebbero insegnarci molto.

Siamo un popolo fermo, succube del potere, non abbiamo coscienza.

Viviamo in uno stato schiavi dei politici,schiavi dei mafiosi, schiavi del vaticano, schiavi della tv e dei giornali, praticamente schiavi di gente che ci dice solo menzogne. Non per niente siamo una nazione che risulta essere semilibera dal punto di vista dell’informazione, non per niente abbiamo politici condannati in terzo grado ma ancora in parlamento, non per niente accettiamo il lavoro nero come fosse l’unica possibilità.

Non per niente!

E’ il senso di impotenza che devasta.

E allora se nulla possiamo, meglio andare via. Perchè combattere per cause perse quando potremmo stare meglio altrove. Non credete alle stronzate che vi vengono dette sul fatto che sia così dovunque. Non è vero. E’ così in Italia. In alcuni posti del mondo forse è anche peggio, in molti altri è sicuramente meglio.

Certo è che stando così le cose siamo destinati solamente a peggiorare.

E noi a guardare. Tanto siamo italiani!

Da un articolo del blog di beppe grillo: http://www.beppegrillo.it/2007/02/una_repubblica.html

press_freedom.jpg

Una Repubblica fondata sulle balle

Freedom House ha censito le democrazie nel mondo. Le dittature sono sempre in vantaggio. Solo 90 Stati su 193 sono democratici. L’Italia compare nella ricerca come Stato democratico.
Questa notizia è stata ripresa con gioia da alcuni giornali italiani. Che hanno evitato di riportare la classifica di Freedom House sulla libertà d’informazione.
Dove l’Italia è all’ottantesimo posto. Dopo Tonga e Botswana. E appena prima di Antigua e Barbuda e di Burkina Faso. Nel 2004 era al settantaquattresimo posto. Stiamo scavando.
Se guardate la mappa, in tutta l’Europa occidentale l’Italia è l’unica nazione “partly free”, parzialmente libera.
Nel nostro territorio c’è però libertà di informazione nella Repubblica di San Marino. D’ora in poi andrò lì per fare le mie dichiarazioni.
L’informazione italiana è di regime, dei partiti. Tra Mediaset e Rai non c’è differenza. E tra i vari giornali sovvenzionati dallo Stato anche. Liberalizziamo le frequenze televisive e eliminiamo l’editoria assistita. Ci tassano per raccontarci balle. RESET!

9 Commenti »

  1. Freto scrive,

    9 Maggio 2007 @ 07:02

    Bene bene, bravo Cilluk.
    Male male, cattiva Italia.
    Avevo già letto la classifica e la cosa non mi stupì più di tanto. C’è un film che parla della censura e della libertà di espressione in Italia, “Viva Zapatero!”. Personalmente non amo il dibattito politico “all’italiana”, ma sicuramente questo film fa riflettere… e intristire noi italiani.

  2. Gianvito scrive,

    9 Maggio 2007 @ 08:00

    Sono d’accordo quasi su tutto. Del resto l’anno scorso siamo comparsi anche su un’altra classifica, quella dei paesi più corrotti, e la posizione italiana non era certo la più lusinghiera, visto che comparivamo più o meno alla stessa stregua di alcuni paesi del terzo mondo. Non sono d’accordo invece sul senso di impotenza: perchè dovremmo sentirci impotenti visto che ancora non abbiamo fatto niente? La libertà non è un frutto che si raccoglie da un’albero, ma una conquista che si ottiene a costo di sacrifici enormi! Perchè dobbiamo andare negli altri paesi per godere della libertà degli altri? Costruiamoci la nostra! Siamo stati schiavi per millenni, e allora? Significa che adesso non abbiamo la dignità? Può darsi, ma io personalmente me la sento la dignità, nella testa, nel cuore e nelle palle! E resisto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. ku0k010 scrive,

    9 Maggio 2007 @ 09:29

    Anch’io sono largamente d’accordo con quanto letto nell’articolo, ma non posso non essere anche d’accordo su quanto dice Gianvito, ok la casa brucia e a casa bruciata(forse)…sappiamo come finisce il detto, ma io qualche secchiata d’acqua voglio buttarla, anche più di qualche secchiata.
    Nel suo piccolo anche l’associazione è nata come una reazione alla “pace indotta” dalle cose del nostro paese quindi dai nostri politici e qualcosa lavorando, vincendo e perdendo, abbiamo ottenuto, dobbiamo chiedere sempre di più con un piglio diverso, perché le cose ci spettano. Noi dobbiamo cambiare le cose, non andare via, altrimenti avranno vinto loro, se andiamo semplicemente via…
    veramente perdiamo la dignità.
    Diamo un bel calcione nel culo a quei parassiti che vengono a chiedere i voti durante il periodo elettorale, e pensiamo con la testa.
    Se necessario vota Joe Strummer!!!

  4. cupe78 scrive,

    9 Maggio 2007 @ 10:03

    Ovviamente sono d’accordo con te Ginvino. E’ ovvio che anch’io preferirei migliorare le cose qui, e non nego tra l’altro che spesso mi rivedo nell’italiano da me descritto che in fin dei conti è fiero di essere italiano.La mia era una provocazione tesa ad aprire gli occhi a chi non vede e forse uno sfogo. D’altro canto però non scarterei l’ipotesi di una fuga di non-cervello all’estero qualora mi trovassi a dover sopportare situazioni lavorative umilianti e non appaganti. E questo non riguarda più solo la libertà, che uno se non ce l’ha prova a crearsela con i mezzi oramai a nostra disposizione, ma riguarda anche le possibilità che ti vengono offerte di vivere dignitosamente. Noi studiamo per 30 anni della nostra vita per ritrovarci una volta fuori nella stessa situazione di chiunque altro. E questo non lo dico perchè mi sento superiore a chi non ha studiato, ma al contrario penso che in questo paese ha pensato bene chi finite le superiori ha trovato un lavoro e ha guadagnato per 10 anni prima di te.
    Su queste cose si potrebbe discutere a lungo. E’ anche per questo che ho scritto quest’articolo. Sapevo di scrivere cose già note a molti e sapevo anche che avreste partecipato volentieri alla discussione. Ciao

  5. cupe78 scrive,

    9 Maggio 2007 @ 10:12

    P.S. C’è differenza tra andare all’estero ed essere costretti ad andare al nord?
    In fondo la mia patria è il salento e la saudade è viva anche a 200 km di distanza.

  6. Gianvito scrive,

    9 Maggio 2007 @ 10:50

    Per quanto riguarda le prospettive professionali, il nostro Salento è una terra bellissima, che però non riesce a dare lavoro a tutti i suoi figli. Non è una fuga quella di chi decide di partire per cercare un lavoro nel nord o all’estero, ma una necessità. Le migrazioni sono un fatto epocale, e nel tempo hanno anche contribuito allo sviluppo culturale della specie uomo, grazie allo scambio di tecniche, esperienze e tradizioni. Io stesso sono convinto di dover preparare un giorno la mia bella valigia di cartone, dove metterò un portatile ed una laurea in filosofia, insieme ad altre cianfrusaglie di poco conto. L’importante è che prima di partire avrò almeno tentato di fare qualcosa a Lecce, non con lo scopo di riempirmi le tasche di vile denaro, ma per far crescere questo territorio, devastato da secoli di dominazione straniera, malcostume, corruzione e ignoranza. Lo stesso farò quando un giorno tornerò. Sarà quello il momento di mettere a frutto le esperienze maturate in tessuti sociali più progrediti. Penso che una mentalità seriamente progressista debba partire da questi presupposti. Spero anche che a questa discussione vogliano partecipare (tempo permettendo) chiunque altro tra noi che abbia la voglia e si senta in grado di farlo. Sarebbe interessante conoscere l’opinione dei Mobbasta su un argomento che riguarda TUTTI.

  7. Gianvito scrive,

    9 Maggio 2007 @ 11:09

    Ps. Non fa molta differenza tra andare a lavorare al nord o all’estero. Però sarebbe preferibile rimanere a lavorare per aziende italiane, perchè ogni lavoratore, di qualunque livello, agisce sul PIL dello stato in cui la propria azienda o compagnia è registrata. Per cui se il Nord industriale dovesse diventare il motore trainante dell’economia italiana grazie alla forza lavoro meridionale ne riceverebbe un indiretto giovamento anche il Mezzogiorno. Sappiamo che le aziende più grosse, anche quelle che si trovano ad operare all’estero, sono del Nord. Questo non significa che i polentoni siano una razza superiore, perchè la maggior parte del lavoro lo hanno messo gli immigrati, meridionali ed extra-comunitari. Beh, mo devo seguire la lezione del corso. Ciao…

  8. cupe78 scrive,

    9 Maggio 2007 @ 14:27

    Dopo aver dato inizio alle danze ci tengo ad invitare chiunque a scrivere articoli e riflessioni di vario genere, più o meno serie. Si può parlare di tutto, dalla filosofia all’informatica, dalla musica alla letteratura. Insomma date sfogo alla vostra conoscenza e rendete partecipi anche noi di tanta grazia. Credo che il nostro gruppo possa dare molto da questo punto di vista perchè pieno di gente in grado di pensare. Questo blog può diventare veramente interessante se superiamo l’iniziale vergogna che ognuno prova a rendere pubbliche le proprie idee. Non abbiate paura dei commenti. Una volta presa l’abitudine a frequentare quest’ennesimo luogo di incontro tutto sarà più semplice e divertente.
    Forza MOBBASTA

  9. roccoflash scrive,

    9 Maggio 2007 @ 14:50

    MOBBASTA è la risposta!!!
    e noi pian pianino, con la nostra tintinnante azione qualcosa siamo riusciti a realizzare e sopratutto auguro di continuare ad avere forza e spinta propositiva atta a perseguire i nostri obiettivi!
    come giustamente scrive il nostro caro Gin, andare all’estero con l’intento di fare esperienza e tornare nella nostra terra natia, cresciuti sotto vari aspetti grazie a ginocchia sbucciate e graffi su tutto il corpo è talmente rispecchiante la mia situazione, tanto da essere da me considerato l’obiettivo che generalmente muove i miei passi verso lidi stranieri.
    In genere ciò che manca nel Salento è professionalità e spirito di intraprendenza. Ciò che, d’altro canto abbiamo in abbondanza( nostro malgrado), sono le barriere mentali, culturali ed abituali che fanno sì che sia meglio lo status quo che l’”in fieri”.
    Vi ricordo che l’uomo è un “animale abitudinario”, ma anche da un punto di vista il “migliore” animale del mondo, dall’altro “il peggiore”.
    Il progresso della nostra specie e’ stato dato da un alternarsi di questi due punti di vista e da un mescolarsi indistinto degli stessi.
    Le abitudini inoltre, soprattutto quelle mentali, sono lunghe e lunghe da cambiare, ma naturalmente un cambio porterebbe inevitabilmente ad altre abitudini. Non per niente i movimenti musicali da noi graditi sono quelli che vanno oltre le abitudini, oltre ciò che ci vogliono imporre le case discografiche internazionali o nazionali che siano, movimenti che con la loro azione fanno quello che anche noi nel nostro piccolo facciamo e possiamo fare, cioè “smash the system”. I “Clash” già con il loro nome, oltre che con la loro musica ce lo cercavano di far capire.
    “Eravamo quattro amici al bar………”!!!
    Che non sia così!!!!
    Rock

RSS feed per i commenti a questo articolo · URI di TrackBack

Lascia un Commento